lunedì 10 gennaio 2011

Corena occupata: 6/1/2011 ore 14 Concerto di solidarietà e di lotta davanti ai cancelli del magazzino

Giovedì 6 Gennaio a partire dalle 14 cocerto davanti ai cancelli della Corena occupata con:

CIAPA NO!
GUACAMAYA.
ORCHESTRINA DEL SUONATORE JONES.

e altri....

Siamo in occupazione con assemblea permanente dal 27 dicembre, proprio
nei magazzini della logistica Corena di Nerviano in cui per anni abbiamo lavorato,
precarizzati dalla Parrini e sfruttati da cooperative e sub-appalti, che
ci vorrebbero disoccupati dal 1 gennaio.

Oggi l'unica cosa certa, di cui abbiamo notizia è che dal 31 dicembre
siamo tutti senza un lavoro, né Parrini Servizi srl (committente del
servizio), né tanto meno le varie società e cooperative delle catene in
sub-appalto, cedenti e subentranti, sono interessate a ricollocarci
all'interno dell'appalto.

Vogliamo Lavoro, Diritti e Dignità

Vogliamo condividere un percorso di Solidarietà e di lotta con chi ha dimostrato la propria solidarietà in questi mesi di mobilitazioni, con chi conoscerà la nostra storia, con tutti coloro che vivono le nostre stesse
condizioni a causa dell'aggressione famelica dei padroni e dei loro
politicanti vari e variegati che scaricano i costi della crisi
strutturale del neoliberismo da nuovo millennio e vecchie concezioni.

Il percorso che abbiamo intrapreso vuole essere strumento di continuità
all’unificazione delle lotte dei precari, dei soci-lavoratori, degli
immigrati imbrogliati dalla sanatoria truffa e non, degli studenti e
tutte le altre realtà o soggettività che sono pronte a lottare per
Lavoro, Diritti e Dignità.

domenica 9 gennaio 2011

Milano: Parrini, i lavoratori dal sub appalto al licenziamento

Sfruttati e sub appaltati per poi essere licenziati

PARRINI SI TRASFERISCE, CORENA CHIUDE I BATTENTI: LAVORATRICI E LAVORATORI IN MEZZO ALLA STRADA.

Accade alle Lavoratrici e Lavoratori che per anni hanno lavorato in sub-appalto presso i magazzini Corena srl di Nerviano su commessa dell'editore Parrini, per il recupero e la lavorazione dei giornali invenduti.

Una condanna definitiva alla disoccupazione/precariato, così i/le soci lavoratori Alfa si vedono comunicare all'ultimo momento la data del 31 dicembre 2010 di fine appalto, anticipando di due mesi la scadenza del 28 febbraio 2011, su diretta richiesta della stessa committenza Parrini Servizi srl che trasferisce l'appalto in un magazzino di Corbetta, gestito una catena di sub-appaltati che finisce con la coop. Unitaria Network in liquidazione volontaria (quindi senza alcuna garanzia di continuità) ed applica condizioni normative ed economiche nettamente inferiori a quelle già modeste del CCNL Trasporti e Logistica applicato a Nerviano.

Siamo giunti all'epilogo della nostra storia che durra da ca. 7 anni al servizio dell'editore PARRINI-CORENA, attraverso i vari SELOG srl, consorzio AURORA, UNION SERVICE coop., ORIZZONTE coop., SMILE SERVIZI coop., SA.GA srl, consorzio GESLOG, coop. ALFA, catene di società in sub-appalto nelle quali nel corso degli anni i lavoratori sotto ricatto sono stati riversati e costretti a subire inesorabili riduzioni di stipendio e rinunce a diritti per poter continuare a mantenere il proprio posto di lavoro. Oggi, senza mezzi termini, senza un adeguato preavviso, senza alcun tavolo di trattative, senza nessuno scrupolo, chi ha goduto per anni del nostro lavoro ha deciso che il 31 dicembre 2010 è arrivata l'ora di farla finita e licenziarci tutti, senza tenere neanche in considerazione la professionalità, le qualità, i sacrifici e l'impegno, dimostrato per anni.

Circa un anno fa, al termine di uno sciopero con presidio dei cancelli durato 10 giorni, si era concluso un accordo sindacale, convinti che sarebbe stato un nuovo inizio e la fine delle travagliate vicende a cui erano dovuti sottostare fino a li, con le garanzie da parte di CORENA, di trasparenza, serietà e continuazione dell'appalto. Il periodo di calma è durato fino ai primi di maggio, quando con l'entrata in scena del consorzio GESLOG che incorpora la coop. ALFA, ricominciarono ad attivarsi dispositivi ambigui con ritardi ed incertezze nei pagamenti e contemporaneamente la diffusione di voci che anticipavano lo spostamento delle lavorazioni ad altri siti. Il tutto tenendo all'oscuro sia i lavoratori che i sindacati, un ruolo chiave è stato interpretato appunto da GESLOG, nella figura del Signor Angelucci, il quale con azioni dalle inspiegabili motivazioni e natura, (minacce puntuali ogni mese di non poter erogare gli stipendi, proposte di premi legati alla produttività rivelatesi poi fasulle, l'assurda applicazione di aumento unilaterale della quota sociale da 50 a 2000 €., con trattenuta di 250 €. già dallo stipendio di novembre, annullata solo dopo lo sciopero ad oltranza costato 5 gg. di retribuzione), ha tenuto occupati i lavoratori ed i sindacati, permettendo a PARRINI e CORENA di portare a termine gli obbiettivi, prefissi probabilmente già da tempo.

Solo dopo scioperi, assemblee pubbliche, manifestazioni e cortei, siamo stati degni di attenzione e di essere ascoltati, tramite il Sindaco di Nerviano e la Prefettura, dalla PARRINI (che fino ad allora non si era neanche degnata di rispondere alle molte lettere di convocazione ad incontri e CORENA che all'incontro in Prefettura del 2 dicembre scorso hanno dovuto svelare quanto stava accadendo.

La domanda che ci si pone è perché PARRINI e CORENA hanno deciso di concludere il loro sodalizio che durava da 7 anni? Costi di gestione, dicono loro… ma come si può dire che i lavoratori costano troppo, quando tra committente e lavoratore ci sono di mezzo altre 4 società (CORENA, SA.GA, GESLOG, ALFA) in sub-appalto??? forse non costerebbe meno se il lavoro venisse affidato dal committente direttamente ad un’unica società? (proposta presentata da lavoratori e sindacati, ma rifiutata a più riprese). Ciò che noi percepiamo è che il sub-appalto è utile solo a riempire le tasche delle società, facendone gravare il costo sui salari ed i diritti di chi lavora, nel momento in cui hanno capito che non si poteva più carpire nulla, PARRINI e CORENA hanno intrapreso la soluzione finale: disdetta del contratto d'appalto da parte dell'una, chiusura dell'impianto da parte dell'altra, con il risultato che tutti i lavoratori si ritroveranno disoccupati il 31.12.2010.

Ciò che accade a noi non è un caso isolato, ma è lo specchio che riflette gli appalti nel settore logistico e non, nel nostro percorso di lotta ci siamo incrociati ed avuto solidarietà da altre realtà come noi, dai lavoratori in appalto della coop. CLO che gestisce il servizio ortomercato per i supermercati BILLA, a quelli di Cerro al Lambro di cui 16 licenziati dallo stesso predetto Angelucci per conto della coop. PAPAVERO sono stati reintegrati dopo aver impugnato davanti al giudice i motivi discriminatori dei licenziamenti, a tal seguito “La Repubblica” il 10 dicembre 2010, nell'inchiesta “Schiavi e caporali a Natale scandalo false coop.” evidenzia i dispositivi ridondanti che si riproducono nelle catene di sub-appalto e ne spiega in parte i fini. Noi dal canto nostro continueremo a lottare finché avremo in corpo un filo di fiato, nella continua rivendicazione di diritti, salario e dignità per e con tutti coloro che sono vittime di sfruttamento nelle logiche perverse degli appalti, sub-appalti dei sub-appalti, senza cedere a ricatti e soprusi.

Il 9 dicembre c'è stata la convocazione davanti al Sindaco di Nerviano, di tutte le società cedenti e di quelle subentranti all'appalto (Serlog srl, Gruppo Gnoli, coop. Unitaria Network) che dovrebbero gestire il servizio a Corbetta, ma è andata praticamente deserta con la sola eccezione di Corena.

Abbiamo quindi richiesto nuovamente la convocazione congiunta al Prefetto di Milano, in cui ribadiremo le rivendicazioni a tutela dei nostri posti di lavoro, delle condizioni normative ed economiche già risicate previste dal CCNL trasporti e logistica, responsabilizzando la PARRINI in quanto diretta committenza del servizio e chiedendo quali garanzie ci possano essere da parte dell'ennesima catena in sub-appalto, con l'aggiunta di avere come esecutrice finale una coop. in liquidazione.

Lavoratici e Lavoratori coop. Alfa appalto Parrini-Corena di Nerviano

Nerviano, ottavo giorno di occupazione alla Corena

I lavoratori hanno impedito l'accesso alla fabbrica di un camion: "Non entrerà nessuno fino a che non avremo le risposte che cerchiamo" hanno affermato i manifestanti.

Nerviano, 4 gennaio 2011- Il primo vero sussulto. La seconda settimana di occupazione del magazzino della Corena da parte dei dipendenti della cooperativa Alfa è iniziata con una scossa. Ieri mattina poco prima delle sette ad attendere i lavoratori che stavano dando il cambio ai colleghi del turno di notte nell’occupazione dello stabile c’era un camion di grandi dimensioni. «Lo abbiamo trovato proprio davanti all’ingresso dell’azienda - raccontano - che ci impediva l’accesso. Alla fine siamo riusciti a farlo andare via e a rientrare nello stabile. Noi siamo determinati a proseguire la nostra battaglia e continueremo a non fare entrare alcun mezzo in questo stabile». Ieri mattina in via Marzorati la tensione era palpabile, nonostante l’arrivo delle forze dell’ordine paventato dalla proprietà della Parrini si sia dimostrato una semplice minaccia priva di fondamento. «Vogliono farci paura - commentano i lavoratori -, ma non temiamo nulla perché la nostra priorità è quella di far rispettare i nostri diritti. Siamo pronti e, nel caso in cui poliziotti o carabinieri vengano a bussare a queste porte, spiegheremo con civiltà le motivazioni di questa protesta».

Dopo aver trascorso la fine del 2010 e l’inizio del nuovo anno in azienda, i dipendenti della cooperativa Alfa continuano l’occupazione del magazzino nervianese con la certezza che, da ormai quattro giorni, Parrini ha disdetto l’appalto e quindi la loro occupazione non può più essere garantita. «Il silenzio della Parrini è imbarazzante - sottolinea Giuseppe Tampanella dell’Unione sindacale di base, da oltre un anno al fianco dei lavoratori della cooperativa -. Questa azienda ha due alternative: confermare l’appalto a Nerviano o trasferire il lavoro a Corbetta chiedendo però a tutti i lavoratori della cooperativa Alfa se intendono o meno trasferirsi in quei capannoni. Chi non dovesse accettare, essendo rimasto senza un impiego, avrebbe diritto agli ammortizzatori sociali». Questa proposta è stata avanzata dai sindacati durante diversi incontri con la proprietà di Parrini e delle numerose cooperative che compongono la lunga filiera di appalti per il trattamento, il magazzinaggio e la logistica dei resi dei giornali che fino al 31 dicembre si concludeva con l’assegnazione del lavoro ai 65 dipendenti della cooperativa Alfa. «Tutti sostengono di non avere soldi - aggiunge Tampanella - e nessuno si assume la responsabilità di tutelare i lavoratori. Finchè non avremo ricevuto risposte concrete continueremo a occupare il magazzino».


SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI DELLA COOP.ALFA IN OCCUPAZIONE CONTRO I LICENZIAMENTI

Esprimiamo pieno sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici della coop. Alfa del magazzino Corena di Nerviano da mesi in lotta contro i licenziamenti e che da Lunedì 27 Dicembre hanno occupato il magazzino bloccando l’entrata e l’uscita delle merci.

Siamo di fronte all’ennesima infame operazione padronale all’interno del sistema delle cooperative, infatti, la Parrini l’azienda committente non licenzia perché è in crisi, ma il suo reale obbiettivo è abbassare il costo del lavoro per aumentare i profitti, licenziando i 65 lavoratori della coop. Alfa che dopo diverse iniziative di lotta sono riusciti a mantenere diritti basilari e salari dignitosi rispetto ad altri lavoratori in altri magazzini nei quali regnano la schiavitù e il caporalato moderni.

La Parrini dopo avere creato una catena di 4 sub-appalti che arrivano fino alla coop. Alfa,nella persona del Sig. Angelucci (lo stesso responsabile dei 15 licenziamenti alla GLS di Cerro al Lambro) compie diverse manovre anche provocatorie contro i lavoratori fino ad arrivare ai licenziamenti previsti per il 31 Dicembre.

Ma questa volta come accade ormai sempre più frequentemente all’interno delle cooperative per i padroni non sarà semplice raggiungere il loro obbiettivo, si trovano di fronte lavoratori uniti, determinati e sostenuti attivamente da realtà organizzate e singoli lavoratori del territorio.

Crediamo sia fondamentale collocare questa vertenza all’interno delle importanti lotte che si stanno sviluppando nel settore delle cooperative come quella della coop.CLO nel magazzino Billa di Lacchiarella.

Da parte nostra ci attiveremo con i nostri mezzi per sostenere e dare visibilità alla lotta, per favorire un percorso di collegamento con altre lotte e rendendo la solidarietà concreta nei confronti dei lavoratori.

Collettivo La Sciloria.

CORENA OCCUPATA: CHI LOTTA L’ULTIMO DELL’ANNO…LOTTA TUTTO L’ANNO!

Prosegue la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici Alfa coop., impiegati nell’infinita catena di appalti e sub-appalti di Corena e della Parrini Servizi srl (distribuzione e resa dei periodici) a Nerviano, vicino Milano.

I lavoratori, dopo sette mesi di promesse, cambi societari e mille altri sotterfugi, hanno deciso di occupare il magazzino di Corena non consentendo lo svolgimento della normale attività.

Il lavoro, infatti, non manca di certo. Manca invece la volontà di riconoscere diritti e dignità ai 65 uomini e donne di Alfa coop. , che hanno così deciso lunedì 27 dicembre di occupare a oltranza la Corena raccogliendo la solidarietà di altri lavoratori di cooperative analoghe e della realtà del territorio come l’Sos Fornace di Rho.

Oggi pomeriggio, invece, presidio-brindisi fuori dai cancelli del magazzino di Nerviano, dove stasera si festeggerà un Capodanno decisamente particolare.

La corrispondenza con Giuseppe Tampanella, rsu della Usb all’Alfa coop. [Download]

domenica 19 dicembre 2010

Napolitano: Italia paese di migranti, immigrati indispensabili per famiglie e imprese

.............. Ma l'Italia è oggi soprattutto un Paese di immigrazione. Un'immigrazione che costituisce ormai parte integrante della popolazione. Sono già molti i figli di immigrati nati qui, è ampia la presenza di bambini e ragazzi nelle scuole, sono numerosi gli immigrati che comprano casa. L'immigrazione contribuisce a ridurre carenze di popolazione in età produttiva e di manodopera, in particolare per alcuni tipi di lavori e di qualifiche. Solo la presenza di immigrati consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Inoltre gli immigrati rappresentano oggi una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori. Bisogna ricordare sempre questi dati fondamentali. Non si devono sottovalutare le difficoltà da affrontare e i problemi da risolvere, ma questa attenzione non deve oscurare l'imprescindibile contributo che l'immigrazione sta dando e darà al nostro Paese e l'esigenza di facilitare l'integrazione fondata sul rispetto reciproco, sul riconoscimento dei diritti di quanti sono giunti in Italia e vi risiedono laboriosamente osservandone le leggi».

Malpensa: Protesta al Terminal 1 contro "le deportazioni degli immigrati"

"Contro le deportazioni degli immigrati da Malpensa" era lo slogan che campeggiava sullo striscione che i manifestanti hanno portato sabato pomeriggio fin dentro al Terminal 1 dello scalo. La manifestazione era stata indetta da sindacati di base (USB, COBAS Scuola) e dagli antirazzisti varesini, che riuniscono diversi gruppi e gruppuscoli della zona, compresi i ragazzi Ultimi Mohicani e del centro sociale Kinesis di Tradate. Il corteo è stata controllato da un imponente spiegamento di uomini delle forze dell'ordine, un centinaio tra Digos, Polizia e Carabinieri (con i reparti mobili e mezzi), senza contare le pattuglie della polizia locale di Lonate-Ferno impegnate a smistare il traffico tra le corsie dell'area partenze, attraverso cui è arrivato il corteo. Malpensa era già stata teatro di una iniziativa sul tema durante l'estate.

All'interno dell'aerostazione del Terminal 1, in realtà, è entrato autorizzato solo un gruppetto di 4 persone con lo striscione e un cartello che ricordava uno degli operai sulla gru a Brescia, Mohammed-Mimmo, "immigrato dal 2003, espulso il 18 novembre da Malpensa perchè ha partecipato alle lotte contro la sanatoria truffa". Fuori gli altri manifestanti continuavano a scandire slogan contro le espulsioni (le "deportazioni"), contro i CIE dove sono rinchiusi gli immigrati in attesa di espulsione: "Galere e CIE non vi vogliamo, vi butteremo giù"; "Se ci sono i disoccupati, la colpa è dei padroni, non degli immigrati". Nei cartelli anche inviti al boicottaggio delle compagnie aeree. A turno gruppetti di ragazzi entravano nell'aerostazione (scortati dalla polizia in numero di uno a uno): andavano in bagno, ma approfittavano, guardati a vista, per intonare slogan di fronte ai passeggeri. La protesta in ogni caso ha attratto molto l'attenzione, soprattutto degli stranieri, incuriositi dai manifestanti, ma anche dall'imponente presenza delle forze dell'ordine.