sabato 15 gennaio 2011
ACCORDO FIAT MIRAFIORI: IL 47% DEI LAVORATROI DICE NO, ACCORDO APPROVATO PER POCHI VOTI.
La lunga notte del referendum si è conclusa quasi all'alba. II no in vantaggio grazie agli operai delle catene di montaggio, poi la scossa decisiva dal seggio degli impiegati. Operazioni di spoglio in ritardo per un errore sulle schede che ha anche fatto rettificare l'affluenza al 94,6%. Rissa al termine dello spoglio: la Fismic esulta, ne nasce un diverbio, un rappresentante Fiom colto da malore.
giovedì 13 gennaio 2011
Dai lavoratori degli appalti Parrini un esempio di determinazione.
Esprimiamo la massima solidarietà ai lavoratori degli appalti Parrini-Corena di Nerviano (MI).La determinazione dei lavoratori, che stanno occupando i magazzini dell'azienda da più di due settimane, è un esempio per tutti gli sfruttati degli appalti e sub appalti del settore della logistica e del trasporto merci.
Un settore che troppe volte e in maniera crescente vede la negazione dei diritti minimi contrattuali e condizioni semi schiavistiche di lavoro.
Una giungla di appalti, sub appalti e consorzi di cooperative dove stabilità dell’occupazione, salario contrattuale, salute, diritti e dignità sono rare eccezioni e non regole.
Particolarmente importante è la capacita dimostrata in questa occupazione lotta di saper parlare e connettersi con le altre situazioni di lotta presenti nel territorio.
Capacità di uscire dall’ambito strettamente aziendale che risulta necessaria a tutti i lavoratori in questa gravissima situazione di crisi, che vede i padroni, le aziende sempre più all'attacco e sempre più loro stessi determinati a mettere sotto totale ricatto i lavoratori di tutti i settori.
Invitiamo tutte le strutture, delegati e lavoratori a esprimere la propria solidarietà ai lavoratori in lotta dell’appalto Alfa coop. Parrini-Corena anche inviando comunicati alla seguente email legnano@usb.it, e fax di denuncia agli uffici di Milano della Parrini al fax: 02.76119011.
Roma 12 gennaio 2011
p. Esecutivo nazionale USB Privato
Luigi Marinelli
Perché Lavoratrici e Lavoratori Alfa coop. Parrini-Corena sono in occupazione permanente nel luogo in cui hanno lavorato per anni?

persone alle minime condizioni normative e retributive previste dal CCNL trasporto merci e logistica, senza deroghe o condizioni capestro.
Ma ciò, nel settore degli appalti e sub-appalti della logistica, è impensabile! Un mondo del lavoro basato sullo schiavismo, alimentato dal ricatto occupazionale che si ripresenta ad ogni cambio di
appalto e/o sub-appalto, con il solitodispositivo che vede le società subentranti, senza nessun obbligo di integrare i lavoratori già presenti allestesse condizioni normative e retributive previste dal CCNL di settore.
Ergo “lavori solo se mi costi meno di ieri e più di domani” questa è la rappresentazione del piano inclinato in cui, ad ogni passaggio di società, si vedono scivolare diritti e salario con nuovi rapporti di lavoro, sempre più precari e a condizioni sempre peggiori. Siamo arrivati a limiti che vedono lavoratrici e lavoratori produrre al costo di 3/5 euro all'ora tutto compreso (13°, 14°, ferie, rol, tfr, ecc.), dove il monte ore straordinari, praticamente imposto e spesso pagato fuori busta o come “trasferta italia”, si alterna a sospensioni dal lavoro e retribuzione per la sola unilaterale
decisione dei capo'.
Queste condizioni sono favorite anche dal ricatto che lega i lavoratori immigrati alla figura
di non-cittadini, in quanto se licenziati, perdono il diritto di restare in Italia e dopo soli 6 mesi diventano illegali a rischio di arresto e per questo prediletti dai “signori dei sub-appalti”.
A ciò sommiamo l'evanescenza che la gran parte delle società sub-appaltanti dimostrano, infatti il dispositivo che si riproduce in questi casi vede la nascita di una coop. ad hoc, spesso finanziata e/o collegata direttamente alla società committente o intermediaria nell'appalto, che gestisce il servizio per la durata dell'assegnazione e finisce in liquidazione coatta o fallimento al termine del sub-appalto. Le conseguenze sono spesso scontate: IVA inevasa, debiti insoluti sia nei confronti
dell'erario che dei fornitori, stipendi non pagati ai lavoratori che per rivendicare il dovuto, compresi i contributi mai versati, si devono affidare ai lunghi tempi dei ricorsi giudiziari o delle procedure di fallimento.
Senzaconsiderare che in caso di fallimento chi sborserà il TFR sarà il fondo INPS, caricando così sulla collettività il costo delle mere speculazioni di truffatori senza qualità. Questo e parte di quanto si cela dietro le logiche dei sub-appalti, dove i ricavi si fanno togliendo salario e diritti a chi lavora e dove le catene si società servono a creare cascate di fatture, alimentando un
vortice che svanisce nelle audaci contabilità di cooperative di comodo.
In questi giorni CGIL-CIS-UIL stanno concludendo la trattativa di rinnovo del CCNL trasporto merci e logistica, da quello che trapela è bastata la minima contrarietà da parte delle
associazioni padronali e di cooperative, per non inserire neppure questa volta una clausola sociale che garantisca l'occupazione, la dignità ed il salario ad ogni cambio di appalto. Mentre gli stessi interlocutori hanno trovato un'immediata sinergia unanime nell'inserire clausole che tolgono i diritti sindacali ai lavoratori che aderiscono al sindacalismo di base, limitandoli ai soli sindacati firmatari del CCNL, clausola che oggi vede la FIOM-CGIL a rischio di pagarne le proprie colpevoli conseguenze nei metalmeccanici. Oggi la CGIL esprime feroci critiche nei confronti delle
deroghe marchionniane, ciò potrebbe far sperare alla definitiva cancellazione del protocollo di deroghe ai CCNL per le coop. a danno dei lavoratori, ma temiamo che il solito conflitto di interessi, anche in questo caso, dimostrerà il dovuto peso, senza dare alcuna possibilità di scelta a chi ne subirà le conseguenze.
Sono però certo che questa lotta, come quelle di altri lavoratori della logistica, dalla Ta.Im. di Varedo, alla CLO di Lachiarella, alla coop. Papavero di Cerro al Lambro, rivendicando lavoro, diritti e dignità, rompono il silenzio su quanto accade a milioni di lavoratrici e lavoratori che tutti i
giorni lavorano in grigi capannoni anonimi, per pochi euro l'ora, garantendo a tutti noi le merci che giornalmente consumiamo.
Giuseppe Tampanella - USB Milano
Cardano al Campo I vigili minacciano lo sciopero
Sono due le questioni fondamentali che muovono gli agenti. Una è quella, sollevata mesi fa, della sede di lavoro, considerata non idonea e affetta da problemi strutturali che complicano il lavoro. «A distanza di mesi non è cambiato quasi nulla: è stato installato il condizionatore e sono stati spostati i faldoni dell’archivio dalle finestre, ma i problemi rimangono. Ad esempio la mancanza di un’armeria e piùà in generale gli spazi esigui» spiega Fausto Sartorato, sindacalista dell’Usb. «Lo stesso Aspesi ammette che è inidonea, ma a distanza di 8 mesi non ha dato risposte».
Il sindaco Mario Aspesi dal canto suo ricorda che nelle ultime settimane ha autorizzato un incontro tra le parti e ribadisce che «il tema dell’ambiente di lavoro degli agenti di Polizia Locale è noto e sotto controllo, ed è stato seguito nel tempo da un’azienda incaricata che ha redatto una relazione puntuale nel corso del 2010». Il primo cittadino ricorda poi che «in questi anni sono stati effettuati importanti investimenti per il rinnovo del parco automobili, dotandolo di un mezzo equipaggiato con le strumentazioni specifiche per la contestazione immediata delle contravvenzione, ma anche per l’acquisto di biciclette nuove che mi auguro vengano utilizzate. Tutto questo – chiarisce Aspesi - in considerazione del fatto che gli agenti di Polizia Locale stanno sulle strade e dedicano gran parte del loro tempo all’attività all’esterno del Comando». Ma al di là della questione dei mezzi, anche sulla sede ci si sta muovendo, cercando di riorganizzare gli spazi interni al Comune: «si stanno creando le condizioni per rivedere gli spazi a disposizione non soltanto degli agenti in servizio al Comando di Polizia Locale ma anche di tutto il restante personale comunale, nel rispetto delle leggi, del bilancio comunale e del patto di stabilità». I sindacati però continuano nella richiesta e tra pochi giorni si rivolgeranno all’Asl: «se non interverranno – conclude Sartorato andremo dalla Procura della Repubblica».
L’altra questione sollevata da agenti e sindacati è invece l’attivazione del fondo di previdenza e pensionistico per il personale. «Chiediamo che almeno venga riconosciuto il diritto alla costituzione del fondo, sulle modalità per alimentare il fondo discuteremo in futuro» . Anche in questo caso, gli agenti minacciano di rivolgersi, tra pochi giorni, alla Prefettura. «Ma se non succede nulla – conclude Sartorato -, gli agenti sono pronti a scendere in sciopero».
martedì 11 gennaio 2011
CARDANO AL CAMPO: Usb: “Ancora problemi di sicurezza nel comando della Polizia Locale”
CARDANO AL CAMPO - "Illuminazione insufficiente, mancanza dell'armeria e del locale antibagno". Nonostante le continue segnalazioni sono ancora tante le cose che non vanno, nel comando della Polizia Locale di Cardano. A denunciare la situazione è Fausto Sartorato della segreteria provinciale dell'Unione sindacale di base.
IL QUADRO ELETTRICO BLOCCATO DA UN ARMADIO
E' passato quasi un anno dal sopralluogo fatto lo scorso 8 aprile nel comando della polizia locale di Cardano. In quell'occasione i rappresentante alla sicurezza dei lavoratori aveva rilevato numerose violazioni. "Quadro elettrico non accessibile perché bloccato da un armadio, illuminazione insufficiente, mancanza del locale armeria e del locale antibagno. Manca anche uno spogliatoio separato dal luogo di lavoro. Di tutte le mancanze lamentate in quell'occasione solo due sono state risolte - spiega Sartorato – è stato installato un condizionatore e sono state liberate le finestre prima ostruite da alcuni faldoni".
ASL E PROCURA
Il sindacato ha ora presentato domanda ufficiale per avere dal Comune tutti gli atti relativi a queste problematiche, domanda però respinta al mittente. "Ci dicono che l'accesso non è possibile perché si tratta di atti secretati. Ora faremo una nuova denuncia all'Asl e nel caso in cui anche questo non sia sufficiente ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica". Il sindacato lamenta anche la mancata applicazione del comma 4 dell'articolo 208 del nuovo codice della strada che prevede che parte dei proventi delle multe vengano destinati ai fondi previdenziali della polizia locale. "Nella riunione sindacale fatta prima di Natale i lavoratori, all'unanimità, hanno deciso di inviare una lettera all'amministrazione chiedendo cosa abbia intenzione di fare. Per ora non ci è stata data nessuna risposta. I prossimi passi saranno quelli del tentativo di mediazione in prefettura e, se anche questo non porterà a niente, arriveremo allo sciopero".
tiziano.scolari@yahoo.itBusto Arsizio: Da USB "ramoscello d'ulivo" al nuovo comandate della Polizia locale
La Polizia Locale è attesa il prossimo 20 gennaio alla "sua" festa patronale, quella di San Sebastiano. A latere della celebrazione ufficiale, Usb, che rappresenta circa un terzo dei dipendenti comunali, inviterà il collega milanese Antonio Barbato, omandante della locale Scuola di formazione, come già l'anno scorso. Quanto ai buoni propositi per il 2011, Sartorato spera di "portare a casa" quanto chiesto come sindacato: «dal famoso lavaggio divise, agli accantonamenti per previdenza e assistenza agli ex appartenenti al corpo». Intanto, si cercherà come sempre di fare di necessità virtù, profittando delle sia pur limitate assunzioni che il Comune è riuscito, con soddisfazione della parte sindacale, a mandare in porto lo scorso anno.
